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Grande narratore di storie che raccontano luoghi e oggetti dell’infanzia e nascono dall’osservazione della natura e del quotidiano, Erwin Moser riscopre e attualizza la favola. Crea un bestiario, (i topolini di campagna Manuel e Didi, il porcospino Leopoldo, galline e volpi, leoni, orsi, elefantini) che esprime la realizzazione dei desideri dei bambini. Anima così anche gli oggetti: l’annaffiatoio bucato che non può dare acqua al dente di leone o la mela che piange perché è stata abbandonata dopo un solo morso. Micro-narrazioni che spesso prendono spunto da un’immagine e ci indicano un nuovo modo di vedere la realtà: sassi col prurito, massi che volano ondeggiando sui campi, fienili che ridono, case isola e case vulcano. Sono “personaggi” semplici e simpatici, poetici e surreali che possiedono una magica vita propria e suggeriscono la possibilità di un diverso punto di vista, all’insegna della più assoluta libertà.
La scrittura è caratterizzata dall’intervento diretto dell’autore sempre pronto a interrogare i lettori sui possibili esiti di avventure e situazioni. Le immagini, divertenti chine acquerellate descrivono con ricchezza di particolari questo magico mondo, un mondo in cui Erwin Moser, quasi un Andersen contemporaneo, invita a credere: “So quello che ho visto e nessuno può negarlo”.
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