 |
|
 |
È il 1974. Altan ritorna in Italia dal Brasile, e nella sua casa di Aquileia crea per la figlia Kika una prima serie di libretti: protagonisti gli animali che pensano, parlano e si comportano come i bambini. Nasce così un favoloso bestiario che Altan continuerà ad arricchire di nuovi personaggi e nuove situazioni. Come Kamillo Kromo (1978), il piccolo camaleonte che sbaglia sempre i colori: storia di un diverso che riesce a vincere le sue paure e l’emarginazione sociale di cui è vittima. Connotati da pochi tratti percettivi, gli animali di Altan raccontano meravigliosamente la verità infantile, ma sono anche il ritratto puntuale della nostra società.
Non so se avete mai visto un incontro tra Altan e i bambini. Altan non parla. Si mette a disegnare su grandi fogli di carta con i suoi pennarelli. E i bambini gli si avvicinano in religioso silenzio e cominciano a disegnare anche loro Coniglietto, il pinguino Nino o il pettirosso Pippo.
Questo è davvero entrare in sintonia con il mondo dell’infanzia.
Man mano che da quell’infanzia si allontana, l’”ultimo grande illuminista”, come Altan viene definito da Nico Orengo, rivela il grottesco della nostra società, denuncia il cinismo del mondo degli adulti e la brutalità dei potenti. Incontra e interpreta con il suo segno ironico e graffiante Gianni Rodari e Roberto Piumini e attraverso la sintesi di realismo magico e pedagogia del riso civile, coglie e attualizza il messaggio umano, sociale e ludico della loro scrittura.
|
|
 |
|
 |
 |
 |
Francesco Altan, nato a Treviso nel 1942, ha studiato architettura a Venezia. Vive e lavora ad Aquileia, vicino alla laguna, al mare, ai pini e alla campagna, e ogni giorno fa una passeggiata in bicicletta.
Ha cominciato a scrivere storielline quando la sua bimba, Kika, aveva tre anni, e non ha smesso più. Oltre a libri per bambini, scrive e disegna fumetti e vignette per i grandi.
|
|
 |
|